Tuesday, July 19, 2011

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Che schifo di delusione, ma delusione poi in merito a cosa?

Come se il valore della mia esistenza dovesse essere misurato in base alla mia occupazione.... Sinceramente, quello che mi rende così affranto, è il dover constatare quanto ogni sforzo risulti vano...e come il tuo lavoro..venga distrutto in un attimo...dall'ignoranza della gente.

Perchè ricerco soddisfazioni personali nel lavoro? E' da stupidi...no? Ecco perchè non saremo mai eccellenti, ecco perchè ancora ed ancora, in questo mondo, verremo governati da incapaci...da persone prive di passione, per quello che fanno...per il loro lavoro. L'insegnamento che tutti cercano di darmi è il "classico"...fregatene!! Chi te lo fa fare? Già, chi me lo fa fare? Me lo fa fare il credere che io possa svegliarmi un giorno alla mattina del lunedì "felice" di andare a svolgere le mansioni per le quali sono pagato. Pensare che le otto ore trascorse nell'ufficio, possano essere utili non solo al mio conto in banca, ma anche alla società, perchè il mio lavoro permetterà ad altri di lavorare meglio e di aumentare il margine di crescita economica di questo paese.

Ed invece niente...non è così...chiunque ti dice che "non ha senso prendersela"..perchè l'importante è il 27...quando i soldi arrivano in conto...perchè alla fine si lavora per guadagnare..non per essere soddisfatti di ciò che si fa....

E tutto è così misero....appare tutto così insulso..perchè quello che si guadagna...alla fine...non basta mai...e non è sufficiente alla nostra gratificazione.


Una giornata senza sorprese....

Alle volte si spera.....di poter vivere una giornata senza sorprese...

Altre volte si spera invece che qualcosa ti sorprenda; si sa, le sorprese possono essere buone o cattive...in ogni caso....ove non vi sono sorprese...trionfa il clima esistente...trionfa la staticità.

Ciò che muove
il piedistallo in equilibrio sul cilindro,
è la carta....di quadretti rossi.

Sono gli angoli piegati del quaderno
infilato distrattamente in borsa,
i segni del domani...
Quando si recupera il trascorso,
è piacevole assaporare il vissuto, anche attraverso l'usura...
delle cose....di noi....

Ciò che scorre...diviene...
ma il verso..ne determina sempre il valore.

La quiete, inquieta...della stagnazione
non risponde alle aspettative di una qualsiasi esistenza.

Ci si muove....


...............un niente nella vastità......


e poi il senso inverso....il mito di sisifo...è ciò che oggi
contraddistingue ogni mio gesto..... l'inferno è qui....

l'inferno sono gli altri.

Thursday, June 9, 2011

Si lo so..

Lo so, cazzo lo so...che è veramente dura andare avanti...ogni cazzo di mese, c'è un casino nuovo...alle volte penso se non fosse stato meglio restare in sardegna...almeno avrei un tetto sulla testa, e non rischierei ogni mese il default.

E' un cazzo di casino, in cui devo anche dirmi fortunato, per quello che ho...ma non è che me lo stiano regalando.
Dire che questo paese è una merda è ormai un intercalare...il fatto è che, speri sempre che domani sia meglio...ma...boh...non c'e' mai pace...

Alla fine ci spero, ci spero sempre...ma ho sempre meno soddisfazioni...

Wednesday, June 1, 2011

Raduno di estemporaneità in compilations effimere

Il titolo non significa un cazzo, ma alla fine non volevo dire un cazzo... Dico solo che nel tragitto tra la mia scrivania ed il cesso, ho trovato il tempo per riflettere su due o tre cose...o forse quattro (considerando che la distanza da coprire era circa 5 metri....insomma...non male..). Queste due/tre cose o forse quattro....mi hanno portato ad alcune citazioni musicali che vengo subito al illustrare a vossignori...

Le mie considerazioni in merito a me stesso..mi hanno fatto comprendere che, forse...credo ancora al draghetto grisù...ed ogni volta che vedo montalbano in televisione...la mia concezione di VITA..va a modificarsi radicalmente. Ci sono giorni in cui, al mattino, mi sveglio con la volontà di fare il bookmaker, altri in cui mi sento un'analista finanziario, altri ancora in cui mi sento un giovane batterista jazz....pronto a vivere sotto i ponti, pur di non riunciare al suonare la batteria.

La realtà è che poi mi scontro con il solito tran tran...ed è già tanto se mi riconosco come un misero impiegatuccio di provincia che tenta a malapena di giungere alla fine del mese.


L'idea del "come sarebbe stato se"...mi attira in continuazione, avrei voluto che le vite di tutti, fossero come quelle storie speciali dei fumetti di topolino in cui, nei momenti "clou" della storia, in basso a destra comparivano le indicazioni: "Se vuoi che topolino scappi vai a pagina 5, se vuoi che topolino combatta contro macchianera vai a pagina 15"....e così via...

Qui non c'e' didascalia che tenga....per quanto io sia un forte assertore del "volere è potere"...debbo riconoscere che alle volte, volendo raggiungere un determinato risultato....si può sbattere il muso contro un muro.

E dunque, seppur il mestiere del pompiere sia ormai da accantonare (non me ne voglia il mio draghetto preferito), ancora vivo le "vite degli altri", immaginandomi diverso da quello che sono, sognando una realtà differente.

Ma un così bel titolo di post, non deve essere disatteso, tutti si staranno chiedendo...."che cosa avrà voluto dire?" (con un bel FOTTESEGA in allegato)....e...per dare adito all'idea che, una remota possibilità di senso, questo titolo la possa avere...vi spiazzo con il primo pezzo....estemporaneo....radunato....della compilation....effimera..... :




questo pezzo ha un gran perchè...e se non lo sapete...sinceramente...ci siamo capiti..

Un pò riassume i miei stati d'animo alla mattina, ma anche al pomeriggio....ed anche alla sera...vabbè...anche qui ci siamo capiti...è l'ora del caffè

Once upon a time....

C'era una volta....un diario...un vecchio diario. Tutte le migliori favole, hanno quest'incipit, ed anche quel vecchio diario l'aveva, forse. Di diari, in realtà ce ne furono molti, si susseguirono costantemente, per tutti gli anni in cui ebbi tempo di stare solo, con me stesso.
Il diario era un dialogo, una volontà di fissare un concetto, uno stato d'animo, che poi mi ritornasse agli occhi, più semplice.

I pensieri, allora, s'affolavano nella piazzetta del cervello, e creavano troppa confusione; una confusione che richiedeva uno spostamento di alcuni, in camere di carta...separati da linee immaginarie.

Di tutte queste favole, nessuna, ebbe mai fine, restò incompleta, sbigottita di fronte a se stessa, come se la luce che l'aveva scaturita, si fosse improvvisamente spenta.... L'immagine che mi viene in mente, è quella di una danzatrice classica che si trovi, nel bel mezzo della piroetta, completamente al buio, sul palco di un teatro deserto. Così, ogni tanto mi sento in colpa, per aver abbandonato interi corpi di ballo....lasciati soli....senza applauso...dopo tante fatiche.

Oggi, riaccendo la luce su di me, perchè troppo spesso, mi ritrovo a vivere le vite degli altri, troppo spesso incrocio sguardi di cui vorrei conoscere i pensieri, la vita, le emozioni...come se di loro volessi raccontare ai miei nipoti....seduto di fronte al camino.

Non è di me che vorrei dare testimonianza, seppur sia superbamente da me stesso affascinato, per mia indole, tutto ciò che io faccio, riconosco come semplice, poichè vi sono riuscito e.......voglio dire...se vi sono riuscito io....


Ma oggi, sento sempre più l'impellente bisogno di dire quello che penso, a me stesso...ed è per questo che sono nuovamente qui.